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La maggior parte delle problematiche legate alla salute derivano dalla qualità e quantità del cibo consumato.
Il cibo è quindi il primo strumento importante, dal punto di vista materiale, per la salute del nostro corpo.
Sapere quali alimenti consumare e come associarli tra di loro e scegliere gli alimenti a seconda delle caratteristiche costituzionali è fondamentale per mantenere un ottimo stato di salute.

Nell'Ayurveda una buona salute può essere mantenuta sostenendo e rifornendo i tessuti vitali (dhatu) quando ne hanno bisogno, per mezzo di una dieta e di un regime appropriato oppure pulendo e rimuovendo ogni ostacolo per purificare il funzionamento del sistema.

La cucina Ayurveda è a base di cereali, legumi, verdure e frutta, arricchiti dall'uso delle spezie secondo la necessità di ogni tipologia di costituzione.
Gli aromi, infatti, non sono mai accostati a caso, ma secondo le loro proprietà particolari: digestive, tonificanti, disinfettanti, terapeutiche.

L'Ayurveda insegna che ogni individuo ha il potere di guarire se stesso. In questo modo offre a tutti la possibilità di recuperare la salute attraverso la comprensione del proprio corpo e delle sue esigenze.

L’Ayurveda insegna che il cibo, una volta assimilato, viene trasformato durante il processo metabolico in sette fasi successive, diventando nell’ordine: Rasa (linfa), Rakta (sangue), Mamsa (carne), Meda (grasso), Asthi (ossa), Majja (midollo osseo), shukra (cellule riproduttive).
La linfa è il nutrimento delle ghiandole che compongono il nostro sistema endocrino, quindi a seconda della qualità del cibo che introdurremo le nostre ghiandole riceveranno un nutrimento più o meno adeguato.
Come sappiamo le secrezioni delle nostre ghiandole determinano le nostre emozioni e a lungo termine la nostra personalità, quindi se le nostre ghiandole riceveranno il giusto nutrimento, secerneranno degli ormoni positivi che metteranno la nostra mente in uno stato di serenità e pace.
Inoltre il nostro corpo fisico è mantenuto e rigenerato continuamente dal cibo, quindi anche la nostra salute fisica è determinata dalla dieta che conduciamo.

Il cibo può essere diviso in tre categorie:

  • Cibo sattvico (senziente) che fa bene sia alla mente che al corpo.
  • Cibo rajasico (mutativo o attivo) che può essere benefico per il corpo ma non per la mente.
  • Cibo tamasico (statico inerte) che è nocivo sia al corpo che alla mente.

Cibo sattvico:

  • Frutta, frutta secca
  • Verdure, alghe
  • Legumi e cereali
  • Riso, pasta pane
  • Latte e latticini
  • Le spezie leggere
  • Semi, il sale
  • Lo zucchero, il miele
  • The di erbe, tisane
  • Rimedi omeopatici e prodotti naturali.

Cibo rajasico:

  • Spezie forti
  • Caffè e the neri
  • Bevande gassate
  • Cioccolato
  • Medicine allopatiche

Cibo tamasico:

  • Carne, pesce e derivati di questi ultimi
  • Uova, aglio, cipolle
  • Funghi
  • Alcool, tabacco, droghe
  • Formaggi piccanti
  • Cibi non freschi o in decomposizione

Il cibo rajasico può diventare sattvico in quei luoghi dove la temperatura scende sotto zero, mentre il cibo sattvico diventa tamasico se ingerito in modo sbagliato o in eccessivo quantità.

Una determinata dieta o un farmaco specifico non saranno efficaci se vengono assunti di malavoglia dall’individuo…Saranno efficaci solo quando la persona avrà la sensazione che prendendoli sarà in grado di mantenere la propria salute abituale o di liberarsi dalla malattia di cui soffre. (Susruta-Charaka)

Alcuni consigli per mangiare e vivere sani:

  1. Il cibo dovrebbe essere sempre fresco e della migliore qualità possibile, gustoso e piacevole alla vista. Il cibo preparato da un cuoco tranquillo e sereno, in un ambiente piacevole avrà la migliore influenza
  2. Mangiare in uno stato d’animo sereno e gioioso stando sempre comodamente seduti. Durante i pasti non lavorare, leggere o guardare la televisione ed evitare di mangiare se si è agitati. Evitare di parlare mentre si sta masticando e cercare di essere regolari anche negli orari dei pasti.
  3. Evitare di mangiare tra i pasti, finché il pasto precedente non è stato digerito.
  4. Evitare di bere durante i pasti perché le bevande liquide diluiscono i succhi gastrici rendendo la digestione più faticosa.
  5. Non mangiare tipi troppi diversi di cibo nello stesso pasto per non affaticare la digestione.
  6. Per una dieta equilibrata includere nel pasto tutti i sei sapori (dolce, salato, amaro, acido, astringente, pungente) mediante l’uso di spezie. In accordo con la costituzione individuale o alla stagione dell'anno possono essere considerate raccomandazioni specifiche dei medici ayurvedici.
  7. Controllare che la narice destra sia aperta durante e dopo il pasto poiché essa è collegata all’attività fisica e al metabolismo. Dopo il pranzo rimanere seduti tranquillamente oppure sdraiati sul fianco sinistro per alcuni minuti per mantenere la narice destra aperta. Dopo cena è preferibile invece una breve passeggiata al aperto.
  8. I cibi e bevande ghiacciate vanno evitati perché la digestione è un’azione calda. Introducendo cibi freddi si inibisce la fase di digestione.
  9. Limitare al minimo gli alimenti crudi, il cibo cotto (preferibilmente ben cotto) è molto più facile da digerire.
  10. L’alimentazione dovrebbe essere impostata da un esperto di Medicina Ayurvedica (vaidya) secondo la costituzione individuale ed il periodo dell’anno.

Cosa fare per equilibrare Vata:

  1. Stare al caldo
  2. Scegliere cibi e spezie che portano calore (vedete più avanti nel testo)
  3. Evitare il freddo estremo e cibi o bevande fredde e ghiacciate
  4. Ridurre al minimo la vostra razione di cibi crudi, specialmente mele crude e gli appartenenti alla famiglia dei cavoli
  5. Moderare il consumo della maggior parte dei legumi, con poche eccezioni –chiave (lenticchie nere e fagioli mung)
  6. Essere sicuri che il vostro cibo sia caldo, umido e ben lubrificato. Zuppe, bevande calde e riso con un po’ d’olio o burro sono alcuni esempi
  7. Accentuare i gusti dolci, aspri e salati nelle vostre scelte alimentari
  8. Mantenere una routine regolare
  9. Creare un ambiente il più possibile sicuro, calmo e tranquillo

Cosa fare per equilibrare Pitta:

  1. Stare al fresco
  2. Evitare l’eccesso di calore, vapore e umidità
  3. Evitare l’eccesso di olii, cibi fritti, caffeina, sale, alcool, carni rosse e spezie piccanti
  4. Aumentare l’uso di frutta fresca e verdura
  5. Apprezzare molto latte, formaggi freschi tipo ricotta di cereali integrali
  6. Aumentare i gusti dolci, amari e astringenti nelle vostre scelte alimentari
  7. Stare molto all’aria fresca
  8. Avere fede nei vostri sentimenti ed esprimerli in modo che siano di aiuto a voi e a coloro che vi sono vicini

Cosa fare per equilibrare Kapha:

  1. Fare attività fisica a sufficienza ogni giorno
  2. Tenere il consumo dei grassi al minimo, inclusi i cibi fritti
  3. Evitare i cibi ghiacciati, i dolci e le quantità di pane in eccesso
  4. Scegliere gli alimenti che sono caldi, leggeri e secchi
  5. Non bere oltre 4 tazze di liquidi al giorno
  6. Accentuare i gusti pungenti, amari e astringenti nelle vostre scelte di alimenti e di erbe
  7. Consumare verdure fresche, erbe e spezie
  8. Assumere carboidrati complessi a sufficienza per sostenervi e mantenere un adeguato assorbimento d’energia
  9. Permettere che vi siano quanto più possibile eccitazione, sfide e cambiamenti nella vostra vita

Rasa, Vipaka, Virya, Prabhava, Guna
Sapore, effetti, azione speciale, qualità dei cibi e delle bevande

Rasa, i sei sapori
Secondo l'Ayurveda esistono sei rasa o sapori:

Santarpak: sapori che aumentano la massa corporea

  • dolce o madhuraacido o amla
  • salato o lavana

Aptarpak: sapori che diminuiscono la massa corporea

  • piccanteo katu
  • amaroo tikta
  • astringenteo kasaya

La diversa combinazione dei 5 elementi in tutto ciò che esiste nell’universo dà luogo ai diversi sapori. I sapori sono l’espressione tangibile di tale diversa combinazione, ciò che mangiamo fornisce al corpo i 5 elementi e i sapori sono il riferimento per capire quali elementi stiamo fornendo al corpo.
La consapevolezza della prakriti e l’uso corretto dei sapori dei cibi e delle bevande consente di mantenere il corretto equilibrio di dosha, agni, dhatu e mala.

I sei rasa contengono tutti i 5 elementi, ma alcuni sono presenti in quantità superiore:

  • Madhura, dolce             prevalenza di acqua e terra
  • Amla acido                    prevalenza di terra e fuoco
  • Lavana, salato               prevalenza di acqua e fuoco
  • Katu, piccante              prevalenza di fuoco e aria
  • Tikta, amaro                 prevalenza di aria e spazio
  • Kasaya, astringente       prevalenza di terra e aria

Effetto sui dosha
L’aumento o lo squilibrio di un dosha può essere causato dell'uso eccessivo di un sapore, ma se nella dieta si includono dei sapori che contrastano questa azione, esso non causerà l'aggravamento del dosha. Per esempio, il sapore acido aumenta pitta ma se si mescola il sapore amaro che invece allevia pitta, non ci sarà alcun aumento di pitta dosha che rimarrà equilibrato. Da qui l'importanza di una giusta mescolanza dei sapori.

Vata: aumentato o squilibrato dai sapori piccante, amaro e astringente, diminuito o equilibrato dai sapori dolce, acido e salato.

Pitta: aumentato o squilibrato dai sapori piccate, acido e salato, diminuito o equilibrato dai sapori dolce, amaro e astringente

Kapha: aumentato o squilibrato dai sapori dolce, acido e salato, diminuito o equilibrato dai sapori piccante, amaro e astringente.

Karma, azione dei sapori

Madhura, dolce (riso, grano, banana) prevalenza di acqua e terra
Natura di madhura: riduce pitta, vata, favorisce l’eliminazione delle tossine.

E’ piacevole per gli organi di senso. Promuove la formazione dei tessuti e dona forza e aspetto sano, è benefico per pelle e capelli. E’ vitalizzante, untuoso, freddo e pesante.
Se in eccesso o usato singolarmente: produce disturbi di kapha, in particolare aumenta kapha determinando obesità, aumento dei liquidi. Un eccesso di madhura determina la tendenza a dormire troppo, pesantezza, perdita del desiderio del cibo, diminuzione dell’appetito, la bocca e la gola perdono il senso del gusto. Si possono avere difficoltà nel respirare, formazione di muco, febbre con tremori. Altre  conseguenze dell’eccesso di madhura sono gli intestini duri (con poca mobilità), sensazione di dolce persistente in bocca, nausea e vomito fino ad arrivare a perdita di coscienza. La voce si indebolisce, Si può avere ingrossamento delle gambe (ritenzione idrica). Infine altri effetti sono faringiti, congiuntiviti, disturbi della vescica, arterie e gola.

Amla, acido (limone, arancio, pomodoro) prevalenza di terra e fuoco
Natura di amla: esalta il sapore dei cibi, stimola agni (fuoco digestivo), promuove la massa corporea e dà energia. Risveglia la mente e forma gli organi di senso, promuove la forza. Riduce vata essendo fatto di fuoco e terra. E’ benefico per il cuore, stimola la produzione di saliva, dà umidità al cibo e al corpo. Aiuta la digestione. Dà soddisfazione. E’ leggero, untuoso, caldo.
Se in eccesso o usato singolarmente: causa eccessiva sensibilità ai denti, sete. Gli occhi tendono a rimanere chiusi. Aggrava pitta, ha un effetto nocivo sul sangue, dà sensazione di bruciore ai muscoli.

Anche amla crea massa corporea (perché contiene terra come madhura-dolce). Se c’è una ferita, l’eccesso di acido fa aumentare il gonfiore in quella zona del corpo. Ha la natura del fuoco, per cui fa suppurare le ferite, le ustioni. Crea una sensazione di bruciore al petto (cuore e stomaco).

Lavana, salato prevalenza di acqua e fuoco
Natura di lavana: promuove la digestione, inumidisce e rende umido. Si può definire “aperitivo” nel senso che stimola la produzione degli enzimi digestivi nello stomaco. Aumenta la “liquidità”, fa defluire i liquidi. Per questo motivo ha qualità di espettorante e drenante. Disgrega le cose solide, è quindi lassativo. Crea spazio e ammorbidisce le cose solide. Ad esempio: perché si abbia effetto espettorante bisogna creare spazio, ammorbidire il muco renderlo più fluido per poterlo espellere. Rimuove la rigidità delle articolazioni e diminuisce la compattezza, se c’è rigidità nella zona lombare, si può massaggiare con un sacchetto che contiene diverse sostanze tra cui sale, si strofina e si ha così sollievo.
Riduce tutti gli altri rasa e copre tutti gli altri sapori. Aumenta la salivazione.
Diminuisce vata, riduce kapha (lo rende più liquido), ripulisce i canali (srota) e ammorbidisce tutte le parti del corpo. Dà sapore al cibo, è untuoso, caldo e moderatamente pesante.

Se in eccesso o usato singolarmente: aumenta pitta e disturba il sangue. Crea sete, perdta di coscienza, lacerazione dei tessuti, screpolature della pelle (ma non secchezza). Aumenta l’effetto velenoso delle tossine. Può determinare caduta dei denti, danneggia la potenza sessuale, i reni, infastidisce gli organi di senso, crea rughe, capelli grigi, calvizie, provoca emorragie interne, gastrite, gotta, eczemi, alopecia.

Katu, piccante prevalenza di fuoco e aria
Pulisce la bocca, stimola la digestione e facilita l’assorbimento del cibo. Causa secrezioni dal naso e dagli occhi; schiarisce gli organi sensoriali; allieva i residui fecali del colon. Fa sudare; toglie ostruzioni dai canali. Allevia il prurito sulla pelle. Dà sapore al cibo. Allevia i disturbi della pelle (con o senza prurito). E’ benefico per le ferite e ne aiuta la guarigione. Ha un effetto di tipo antibiotico (uccide i microrganismi con azione diretta). Rende i muscoli “secchi”, cioè li riduce e tonifica, togliendo il grasso. Da compattezza, densità e tono al muscolo. Apre i canali. Pacifica kapha. E’ leggero, caldo e ruvido.

Se assunto in giusta misura, da tono, compattezza e pulisce gli organi sessuali che funzionano meglio
La carenza di katu dà tendenza all’espansione (ingrassamento).
Se in eccesso o usato singolarmente: danneggia la potenza sessuale, dà confusione mentale, depressione, magrezza eccessiva, svenimenti, sensazione di oscurità. Dà vertigini e giramenti di testa. Si può avere mal di gola, calore corporeo, perdita di forza e aumento della sete.
Produce disordini di vata, soprattutto ai piedi, mani, schiena e fianchi (dolori, bruciori, tensione, tremori).
Riduce kapha, e aumenta vata e pitta.

Tikta, amaro prevalenza di aria e spazio
E’ un antiveleno, antitossine, mentre il salato fa aumentare la tossicità delle tossine, l’amaro la fa diminuire.

Antielmintico (elimina i vermi). Allevia il senso di bruciore e la sensazione di svenimento. Allevia le malattie della pelle, dà solidità ai muscoli e alla pelle. E’ antipiretico. E’ “aperitivo” (come lavana, salato) e digestivo. Purifica il latte materno. Ha qualità riducente, assorbe umidità e grasso, riduce muscoli, midollo e linfa. Riduce la formazione di pus, urine, feci, sudore.

Fa diminuire pitta e kapha e fa aumentare vata. E’ secco (opposto di untuoso), freddo e leggero.

Se in eccesso o usato singolarmente: asciuga e riduce tutti i tessuti, li disidrata. Determina mancanza di untuosità nei canali. Crea debolezza, toglie forza e produce magrezza eccessiva, confusione mentale, giramenti di testa, secchezza della bocca. Determinando un eccesso di vata, si osservano i disturbi legati a vata.

Kasaya, astringente (kiwi, cachi acerbi) prevalenza di terra e aria
Ha qualità astringente, pacificante, tende a riunificate, ha qualità di comprimere. Ad esempio controlla la diarrea, in presenza di fratture il sapore astringente facilità la formazione dell’osso. Ha qualità di guarire le ferite, è assorbente, riduce qualsiasi emissione di liquidi dal corpo. Riduce e consuma i fluidi corporei.
Diminuisce kapha, diminuisce pitta. Riduce rakta (sangue), riduce tutti i fluidi corporei.
E’ secco, freddo, pesante.
Se in eccesso: asciuga e secca la bocca, causa dolori cardiaci, flatulenza nell’addome, formazione di gas durante la digestione, aumenta l’aria nella pancia che non viene espulsa dall’intestino. La voce non esce chiara. La pelle del viso assume un velo scuro. Causa impotenza. Crea costipazione, riduce le urine e le feci. Crea ruvidità, magrezza, sete, rigidità articolare.
Causa aggravamento di vata, Determina paralisi, dolori, spasmi, convulsioni.

Vipaka,effetto o sapore post digestivo

Il sapore percepito in bocca masticando un cibo o un'erba può cambiare dopo la digestione, questo sapore post digestivo non può essere percepito dalla lingua ma è possibile dedurre il suo effetto da quel che accade nella fisiologia, tale effetto viene riportato a quello esercitato normalmente dai sapori, per questo vipaka viene definito come sapore. I sapori con la digestione subiscono una biotrasformazione e cambiano in vipaka, da 6 rasa si riducono a 3 vipaka.

  • Madhura vipaka,dolce: le sostanze di sapore dolce e salato hanno vipaka dolce. L'effetto è di aumentare kapha, aiutano ad eliminare feci ed urina, accrescono i fluidi riproduttivi, hanno qualità pesante.
  • Amla vipaka,acido: le sostanze di sapore acido hanno vipaka acido. Aumentano pitta, aiutano ad eliminare feci ed urina, riducono i fluidi riproduttivi, hanno qualità leggera.
  • Katu vipaka, piccante: le sostanze di sapore piccante, amaro e astringente hanno vipaka piccante. Aumentano vata, trattengono feci e urina, riducono i fluidi riproduttivi, hanno qualità leggera.

Virya, energia
Nel processo di estrazione dell’energia dal cibo, i 3 vipaka cambiano in virya, la parte attiva del cibo, l’energia o la potenza.

Mentre vipaka si forma nello stomaco e nell’intestino, la trasformazione di vipaka in virya avviene a livello cellulare, virya è l’energia sottile estratta dal cibo.

Virya può essere di due tipi:

  • Ushna virya, calda
  • Sita virya, fredda

Madhura vipaka, dolce, si trasforma in sita virya, fredda
Amla e katu vipaka, acido e piccante, si trasformano in ushna virya, calda.
Le sostanze che hanno ushna virya, calda, producono nel corpo un effetto riscaldante, mentre le sostanze con shita virya, fredda, hanno un effetto rinfrescante.

Prabhava, azione particolare
Ci sono delle sostanze che hanno un'azione particolare di natura sconosciuta, incomprensibile e impensabile. E’ possibile che due sostanze aventi rasa, virya e vipaka identici abbiano azioni del tutto diverse, ci sono cibi dolci con energia calda e non fredda, cibi con natura fredda che hanno effetti riducenti e non espansivi. Per esempio: la menta è piccante, ma ha energia fredda e non calda. Il pepe lungo ha gusto piccante e quindi natura ushna (calda) ma non ha un effetto riducente, aumenta la massa dei tessuti. Il melograno ha: semi di sapore acido, ma vipaka è dolce e quindi ha azione fredda e non calda come le cose acide.Il basilico che ha energia riscaldante ha un effetto rinfrescante, infatti è usato in caso di febbre. Alcune erbe quando vengono prese con diverse sostanze veicolanti (anupan), hanno azione diversa. Per esempio, i semi di Plantago psyllium (isabgol) presi con yogurt aiutano a fermare la diarrea, quando invece sono presi con acqua calda contrastano la costipazione. Questa azione particolare che non rientra nei parametri degli effetti del sapore, dell'energia o dell'effetto post digestivo è chiamata prabhava. La spiegazione di questo effetto non è nota.

Guna, qualità delle sostanze
Il cibo, le bevande e le piante medicinali hanno 20 possibili guna, qualità, che sono raggruppate in 10 coppie di opposti, un gruppo ha effetto riducente e il suo contrario aumenta.